
La penisola salentina conosciuta più genericamente con il termine Salento è situata nella parte meridionale della Puglia, ed è un lembo di terra compreso tra due mari, lo Ionio a sud ovest e l'Adriatico a est, le cui acque si mescolano all'altezza del capo di santa Maria di Leuca, chiamato dai Romani "Capo de finibus terrae".
Geograficamente, il Salento occupa il territorio dell'antica terra d'Otranto ed è separata dal resto della regione da una linea immaginaria che dal punto più interno del Golfo di Taranto raggiunge l'Adriatico in corrispondenza dei resti della città messapica di Egnazia (nel territorio di Fasano); in realtà, da un punto di vista prettamente culturale la terra salentina ingloba le aree più a sud della linea immaginaria sopra citata, i cui vertici che ne delimitano il perimetro si possono far coincidere con Taranto, Pilone (nel territorio di Ostuni) e appunto, Santa Maria di Leuca nella provincia di Lecce.
Il territorio per lo più pianeggiante con le uniche eccezioni che riguardano le Murge tarantine, il tavoliere di Lecce e le ondulazioni delle serre a Sud.
Da un punto di vista storico invece, il Salento affonda le sue radici nella cultura orientale. Secondo un'antica leggenda la sua fondazione si deve ad opera dei Cretesi che, sfruttando come trade d'union il Mar Mediterraneo, vi si stabilirono.
Ad essi subentrarono nel corso dei secoli numerose altre popolazioni: gli indoeuropei testimoniati dalla presenza dei dolmen e dei menhir del basso Salento; i Messapi che contribuirono alla nascita di numerose città, i Greci, a cui si deve la fondazione di centri cardine per l'intera Magna Grecia come Gallipoli, Otranto e Taranto e le cui testimonianze sono ancora oggi visibili soprattutto nel basso Salento dove si parla il griko e dove l'ellenismo rivive nell'architettura, nella musica popolare e nella gastronomia; i Romani che sfruttarono la sua posizione geografica e costruirono un'importante rete viaria; infine, Goti, Longobardi e Bizantini.


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